Il trattamento della Rizoartrosi si arricchisce di nuove soluzioni negli stadi radiologici iniziali, per la richiesta sempre più alta, da parte dei pazienti, di trattamenti mini-invasivi, in considerazione del fatto che ogni intervento chirurgico altera per sempre l’anatomia dell’articolazione deputata all’attività della prensione.

*Negli stadi iniziali una nuova serie di tutori dedicati ( “fast” ) con anima in materiale automodellabile sull’anatomia del pollice del paziente consente il “riposo articolare” senza limitare il movimento del polso, sono condizione necessaria a ridurre lo stato infiammatorio delle articolazioni della base del pollice coinvolte e a rendere più efficace l’azione sia dei farmaci antiinfiammatori ( assunti per via orale o applicati localmente ) sia dei farmaci per infiltrazioni di acido ialuronico di ultima generazione, ad alto peso molecolare ( Supartz ).

*In uno stadio successivo trova sempre più spazio, grazie ai risultati ottenuti nell’artrosi di ginocchio, il trapianto del grasso autologo prelevato dall’addome, in anestesia locale, e centrifugato nella stessa seduta con centrifughe di ultima generazione in grado di ottenere una concentrazione e composizione ottimale di cellule rigenerative ( staminali ), che iniettate all’interno dell’articolazione, possono produrre comunque soprattutto un importante effetto di “riempimento” biologico dello spazio articolare, con la finalità meccanica di mantenere separati i capi articolari sede del processo artrosico. La durata dell’effetto di tale procedura può ovviamente variare da paziente a paziente ma dai dati forniti dalla letteratura sembra rallentare l’evoluzione del processo artrosico e ritardare il ricorso alla chirurgia.

*Ma anche in uno stadio più avanzata, quando ormai l’artrosi ha interessato e deformato sia la base del metacarpale che il trapezio e il dolore e l’invalidità funzionale sono costanti sia di giorno nello svolgimento delle normali attività quotidiane che di notte, le nuove protesi articolari ( Touch ) a doppia motilità, e impiantabili con accessi chirurgici mini-invasivi, sono in grado di adattarsi perfettamente alla variabile anatomia della regione anatomica da sostituire e di ridurre gli stress sull’osso, garantendo una lunga durata dell’impianto e il recupero della forza espressa con la prensione e la pinza tra pollice e altre dita.

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