SOLUZIONE 2

I fili di Kierschner. Esiste ancora uno spazio per la sintesi percutanea con fili metallici, per tutte le fratture instabili, ma riducibili al controllo radiografico, sia extra articolari che intraarticolari, in adolescenti o giovani con un buona qualità ossea e una minima comminuzione metafisaria. Questa metodica tuttavia spesso fallisce nei pazienti anziani ed osteoporotici e con eccessiva frammentazione metafisaria; il paziente deve tuttavia essere informato dei rischi connessi all’intriduzione attraverso la cute dei fili di kieschner e del fatto che i fili, essendo inglobati nell’apparecchio gessato per 4-5 settimane, possono essere mal tollerati e dar luogo ad irritazione cutanea e infezione a livello del loro passaggio attraverso la cute.

SOLUZIONE 1Trattamento incruento

SOLUZIONE 3Fissatore esterno

SOLUZIONE 4Placche di ultima generazione

Il “consenso informato”.

Oggi il trattamento di una frattura di polso prevede di considerare prima di tutto il paramentro della “stabilità” della frattura che appare ben evidenziabile dal 1° esame radiografico. Solo successivamentei si considerano altri parametri come l’età del paziente e le esigenze funzionali, pur sfatando la tendenza di un tempo che escludeva i pazienti anziani dall’indicazione chirurgica .

Oggi, se dall’esame radiografico risultano evidenti i criteri di instabilità di una frattura, si deve informare il paziente che il trattamento tradizionale con apparecchio gessato a distanza di1-2 settimane può rivelarsi inefficace e richiedere di intervenire chirurgicamente con tempi biologici non ottimali, oltretutto dopo che il polso ha subito un ulteriore traumatismo come quello delle manovre riduttive.

Oggi non è più giustificato non proporre da subito, sia nelle fratture extraarticolari “instabili” che nelle fratture articolari “scomposte”, un trattamento chirurgico con le placche di ultima generazione, sia nei pazienti giovani ed attivi che nei pazienti più anziani, ma in buone condizioni generali. Sarà il paziente a scegliere, appropriatamente informato dei rischi di scomposizione in itinere con il trattamento incruento e dei rischi classici legati ad ogni intervento chirurgico, il trattamento a lui più congeniale.